Corpus Domini

di don Allessandro Rugi

Solennità del Corpo e sangue di Gesù

Quale significato contiene questo grande mistero di amore del Signore e qual è il nostro comportamento nei confronti dell’Eucaristia? La mentalità prevalentemente pagana della gente ti risponde: ma Dio è dappertutto! Certo, in Spirito è ovunque, anche nel peccatore, perfino nel demonio in quanto ne mantiene l’esistenza, nel vangelo non lo maltratta e anche lo ascolta: “mandaci in quei porci” e lo esaudisce.

La presenza di Cristo nell’Ostia santa è divinamente e sostanzialmente diversa ed ineffabilmente sublime. E’ l’inviato del Padre per parlarci e dirci cose che mai avremmo potuto sapere come Dio è Uno e Trino, che il Figlio è Uguale al Padre, che Gesù uomo e Dio parla a noi a nome anche del Padre.

Se è così, dobbiamo prestare la massima attenzione a quello che dice, ma oggi in particolare in questa festa nell’ultima cena: ”Prendete e mangiate! Questo è il mio Corpo; questo è il mio sangue” e chi lo mangia e lo beve ha la vita eterna e chi non mangia e beve non ce l’ha. Parole chiare fin dall’inizio della chiesa.

Se non mangio so che morrò. Allo stesso modo chi non si nutre del cibo celeste è destinato a morire nell’anima perché non la nutre della sostanza divina che è Cristo. La Comunione eucaristica è Dio che penetra nell’uomo lasciando germi soprannaturali che fruttificano e trasformano l’uomo in Dio: è un dono incredibile dell’amore ineffabile che Gesù offre a noi nell’incontro sacramentale del pane. Come una madre dà il suo latte così Gesù ci dona la sua sostanza divina che inizia ora quella trasformazione che sarà totale in cielo. E’ una somiglianza interiore a Lui sempre maggiore, Dio come Lui, santo come Lui, figlio come Lui.  Questo miracolo e scambio di amore e di natura sicuramente avviene: l’uomo mangia il pane degli angeli in eterno lo mangeremo crescendo in una divinizzazione continua, assimilazione a Dio, partecipando alla sua immortalità, bellezza, sapienza e conoscenza.

La domanda è ed ecco il punto: se così stanno le cose perché non vedo ora i frutti della Comunione? Rimango sempre lo stesso, non cambia nulla? Non è vero! Se non avessi avuto il dono della fede a questo punto come saresti? Di sicuro tanti effetti benefici ha lasciato in te Gesù mangiato.” Prendete e mangiate!” Guarda i santi che sono coloro che hanno mangiato con mirabile consapevolezza e si sono evoluti nel connubio divino, con opere sante e mirabili

Il nemico è la nostra poca fede, superficialità, ignoranza e poco amore non sostenuto da una vita coerente, fatta di compromessi, non testimoniata con coraggio e senza preghiera costante che mantiene il fervore, il desiderio e la gioia del possesso di Dio nell’intimità della coscienza che ci fa sorridere nelle prove, sereni nei giudizi, contenti di quel che abbiamo, senza paura, mai, nella salute e nella malattia, in guerra e in pace, soli o in compagnia, calunniati o magnificati.

Ringraziamo Gesù di questo dono e della fortuna che ci è data: è la più grande fortuna e non ce ne accorgiamo. Ringraziamo e cantiamo i tanti inni che la Chiesa mette a nostra disposizione. Anzi cantiamo e lodiamo in eterno perché solo nell’eternità capiremo la potenza e grandezza del dono. Nella Comunione e nella Messa lasciamoci portare da Gesù.

Lasciamolo libero di agire in noi. Poche parole, tanta fede e abbandono alla sua Grazia.

E’ Lui che opera la nostra giustificazione, è Lui il Salvatore. Il miglior ringraziamento è seguire Lui come disse a Pietro, dopo la risurrezione: ”seguimi!” Mai stancarsi di seguire il Maestro: questo è il ringraziamento.

Don Alessandro Rugi

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